Il 25 settembre 2025 la nostra scuola ha avuto il privilegio di vivere un momento speciale: un incontro con don Maurizio Mazzetto, che ha guidato i ragazzi delle classi seconde e terze della Scuola Secondaria di primo grado in un percorso di riflessione profonda sul valore e sul significato della pace.
Non si è trattato di una semplice lezione frontale, ma di un vero dialogo aperto tra don Maurizio e gli studenti, che fin da subito sono stati coinvolti attraverso un brainstorming. Alla domanda “Cosa vi fa venire in mente la parola pace?”, le risposte dei ragazzi hanno disegnato un mosaico di emozioni e desideri: libertà, tranquillità, felicità, spensieratezza, pacificazione. Parole semplici e pure, nate dalla freschezza delle loro giovani voci, ma capaci di restituire tutta la ricchezza e la complessità del tema.
Poi, con la calma e la profondità di chi sa guidare oltre l’apparenza, don Maurizio ha posto un’altra domanda: «Il contrario della pace è davvero la guerra?». Un silenzio carico di pensieri ha riempito l’aula. Gli sguardi si sono incrociati, le mani si sono alzate, le opinioni si sono confrontate. Alla fine, una nuova consapevolezza è emersa: il vero opposto della pace non è la guerra, ma l’indifferenza.
«La guerra nasce dall’odio – ha spiegato don Maurizio – e l’odio nasce dall’indifferenza.
Quando smettiamo di prenderci cura dell’altro, quando voltiamo lo sguardo e non ascoltiamo, allora costruiamo muri invece che ponti».
La guerra, dunque, non è che la conseguenza di un cuore che non sa più vedere, ascoltare, accogliere.
Per dare forza a queste parole, don Maurizio ha mostrato agli studenti un simbolo universale: la bandiera arcobaleno della pace. Colori vivi, intensi, che hanno catturato l’attenzione di tutti: dal rosso della passione e dell’amore, al verde della speranza, fino al viola, che raccoglie in sé tutti gli altri ed esprime la fermezza e la determinazione necessarie per credere in un mondo migliore. Un invito, dunque, a sentirsi parte di un’unica grande comunità, senza rinnegare le proprie radici ma aprendosi a una dimensione più grande: quella di cittadini del mondo.
Come in un crescendo, don Maurizio ha concluso il suo intervento evocando la figura di Giorgio La Pira, uomo di pace e di dialogo, che ricordava a tutti come ogni persona abbia un volto, un’anima e una missione. Tre parole che racchiudono un cammino di vita: il volto, perché ciascuno è unico e irripetibile; l’anima, perché dentro di noi custodiamo i valori e i sentimenti che ci guidano; la missione, perché ogni esistenza è chiamata a lasciare un segno positivo nel mondo.
Il messaggio che i ragazzi hanno portato a casa è semplice e potente: la pace non è un dono che piove dall’alto, ma una costruzione quotidiana che nasce da piccoli gesti, da un cuore attento e da una missione condivisa.
Questo incontro non è stato solo un momento di ascolto, ma un vero invito all’impegno personale. Gli studenti sono usciti dall’aula con la consapevolezza che ciascuno può diventare artigiano di pace, se sceglie di non restare indifferente e di guardare l’altro come un fratello.
Come ha concluso don Maurizio: «Seguiamo i valori della pace, coltiviamo un’anima buona e alla fine costruiremo insieme un futuro di speranza».
MG



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