Cento anni di storia non si raccontano soltanto con le parole: si possono raccontare anche con i colori, con i volti, con i paesaggi e con gli occhi di chi quella storia la vive ogni giorno. Ed è proprio così che gli studenti della scuola “Dante Alighieri” hanno voluto celebrare i 100 anni di autonomia di Villa Castelli: attraverso i disegni e le opere realizzate durante il progetto extracurricolare di Arte, un percorso che ha coinvolto tanti ragazzi con entusiasmo, passione e un forte senso di appartenenza alla propria terra. I lavori artistici esposti durante la serata non erano semplici disegni, ma veri e propri racconti dipinti. Ogni opera parlava del paese, delle sue radici, dei suoi scorci più belli, di quei luoghi che fanno parte della memoria collettiva e che rappresentano una ricchezza da custodire e valorizzare. Attraverso pennelli, matite e colori, gli studenti hanno dimostrato quanto sia forte il legame con la propria comunità e quanto sia importante sentirsi parte della storia del luogo in cui si cresce. È stato un modo bellissimo per dire: “Questa è la nostra terra, questa è la nostra identità”. E poi è arrivata la musica. Perché ci sono serate che finiscono con un applauso… e serate che restano nel cuore. Quella del saggio finale della scuola “Dante Alighieri” di Villa Castelli è stata una di quelle. Quest’anno, però, non era un semplice saggio di fine anno: abbiamo festeggiato i 100 anni di autonomia di Villa Castelli, e lo abbiamo fatto nel modo più bello possibile… con la musica, il ritmo, il divertimento e tanta emozione. La serata è iniziata con i saluti al dirigente scolastico prof. Daniele Laterza, al parroco, al Prefetto, al Sindaco e all’amministrazione comunale, ringraziati per aver contribuito alla realizzazione di questo evento speciale. E speciale lo è stato davvero. Rispettata la tradizione per cui ogni anno c’è un brano dei Queen da suonare o cantare, e quando sono partite le note di We Will Rock You, l’energia è esplosa immediatamente. Mani che battevano a tempo, piedi che seguivano il ritmo e tutta la sala coinvolta in quel celebre “Buddy, you’re a boy, make a big noise…”. In quel momento sembrava davvero che tutta la scuola stesse battendo lo stesso cuore. Ma dietro ogni nota, ogni battito e ogni applauso c’è stato tantissimo impegno. I ragazzi hanno provato, studiato, sbagliato, riprovato e soprattutto hanno messo entusiasmo. E il risultato si è visto: sono stati davvero bravissimi, ognuno con il proprio talento e la propria voglia di dare il massimo. Durante il concerto si sono esibiti in brani diversissimi tra loro, ma tutti pieni di energia e significato: The Lion Sleeps Tonight, Libertango, Ma il cielo è sempre più blu, Let to go Jamaica, la coinvolgente Marcia di Radetzky in versione body percussion. E abbiamo proseguito poi con la presentazione di un calendario, un canto e un ballo della tradizione popolare, e ancora i pezzi When the Saints Go Marching In, Piccola Stella, Il più grande spettacolo dopo il Big Bang e My Heart Will Go On. Ma uno dei momenti più emozionanti della serata è stato sicuramente quello dedicato all’orchestra scolastica. Vedere tutti quei ragazzi suonare insieme è stato qualcosa di bellissimo. Ogni strumento aveva una voce diversa, ma tutti riuscivano a parlare la stessa lingua: quella della musica. C’erano concentrazione, emozione, occhi attenti ai maestri e soprattutto tanta passione. Dietro quelle esibizioni non c’era improvvisazione, ma mesi di studio, esercizi, prove individuali e prove di gruppo fatte con impegno e costanza.
L’orchestra diretta dai maestri Pignatelli, Leone, Marra e Convertini ci ha accompagnati in un viaggio tra cinema, fantasia ed emozioni con brani come The Addams Family, Smile – La vita è bella, Never Ending Story, La Bella e la Bestia e Pirati dei Caraibi. Ed è stato impossibile non lasciarsi trascinare dalle melodie: sembrava quasi di vedere davanti agli occhi le scene dei film mentre la musica riempiva tutta la sala. In quei momenti si capiva davvero quanto il percorso musicale della nostra scuola sia importante. Non si tratta soltanto di imparare a suonare uno strumento, ma di crescere insieme, imparare la disciplina, affrontare la paura del palco, sostenersi a vicenda e trasformare l’impegno in emozione. Un grazie speciale va ai docenti di musica e ai maestri di strumento musicale che con pazienza, passione e tanta dedizione ci hanno accompagnati durante tutto il percorso. Grazie al dirigente scolastico Daniele Laterza, a tutto il personale della scuola e ai genitori che ci sostengono sempre, anche durante prove infinite, strumenti da portare e ansia da palcoscenico. Per una sera la scuola non è stata soltanto un edificio: è diventata un palco, una piazza, una famiglia, una grande orchestra capace di suonare insieme la stessa melodia. E forse è proprio questo il senso più bello della musica: unire le persone, farle emozionare e lasciare un ricordo che continua a suonare anche quando il sipario si chiude. Perché certi concerti finiscono… ma certe emozioni fanno ancora “rock you”.






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